martedì 22 maggio 2012

Un impiego differente


Adattamento di un impianto frenante motociclisto ad un macchinario per utilizzo artigianale, tramite montaggio di un disco da 220 mm sull'albero motore e applicazione della rispettiva pinza flottante.
Le migliorie rilevate nell'impiego della sega a nastro sono notevoli, in particolare dal punto di vista della sicurezza d'impiego, grazie ad una drastica riduzione dei tempi di arresto del moto rotatorio in situazioni di pericolo oppure al termine della lavorazione.









lunedì 21 maggio 2012

Nelle innovazioni e nei brevetti


Freno a disco - Patent number 664653 

Freno a disco del tipo a pastiglia - N° brevetto 0001129606










Freno a tamburo - Patent number 660924

Freno a tamburo a ganasce interne - N° brevetto 0001147383





 


Sistema ABS - Patent number 671925








Freno ad aria - Patent number 88929

Freno triplo ad aria per treni - Patent number 124405








Freno magnetico - Patent number 248430







Disco ventilato - Patent number 20100084231

Disco freno autoventilato - Brevetto N°0001271250













giovedì 17 maggio 2012

Nei libri


Tra le righe del libro di testo:

Vittorio Marchis, Storia delle macchine, Roma-Bari : Laterza, 2010, 3a ed.

A pagina 270:

[...] Le locomotive nei tardi anni Ottanta "sono più o meno le stesse che nel 1869", almeno per un viaggiatore ordinario. A parte il freno ad aria compressa, sono ben riconoscibili "il duomo, nel quale il vapore si asciuga e dove si raccoglie per essere introdotto nei cassetti di sistribuzione. [...]

ancora a pagina 283:

[...] Nel 1932 nasce la Fiat 508, a tre marce: ben presto prenderà il nome di "Balilla" e debutterà ufficialmente al Salone dell'Automobile di Milano. La Balilla rappresenta per la Fiat l'esempio di vettura più popolare prodotta dalla sua fondazione. In versione berlina costa 10.800 lire, il motore è a quattro cilindri, dotato di freni idraulici; è una vettura rapida in salita e solidissima. (Locomotiva Pacific 231) [...]


E anche sulle copertine dei libri:


RECENSIONE






RECENSIONE





RECENSIONE



martedì 15 maggio 2012

Nei francobolli

I FRANCOBOLLI FERROVIARI

Evoluzione temporale delle locomotive - progresso delle tecnologie frenanti






Carrozze e locomotive - tecnologie frenanti a confronto
















BICICLETTE E CARROZZE

Raffigurazione degli elementi frenanti





FRANCOBOLLO PUBBLICITARIO DUCATI

Particolare del freno a disco anteriore





FRANCOBOLLO PUBBLICITARIO DEL GIRO D'ITALIA

Particolari del sistema frenante di una bicicletta Bianchi






FRANCOBOLLO PUBBLICITARIO MOTO GUZZI

Evoluzione impianti frenanti motociclistici







 
FRANCOBOLLO USSR 1978 - IL PARACADUTE

Il paracadute, un decelleratore aerodinamico










sabato 12 maggio 2012

Nei luoghi





Una rampa per i camion in fuga è una caratteristica di sicurezza stradale progettata per consentire ai camionisti di deviare il mezzo nel caso in cui i freni siano in avaria.
Le rampe sono spesso integrate nel complesso autostradale, in particolare per strade in pendenza, come ad esempio quelle che si trovano nelle zone di montagna. L' utilizzo di una rampa di questo tipo può contribuire a evitare un incidente rilevante, e potenzialmente salvare delle vite. Tali rampe sono generalmente pavimentata con ghiaia, sabbia o altro materiale aggregato che aumenta trazione e contribuisce ulteriormente a rallentare i veicoli in fuga. Poichè l'arresto di un camion in avaria può richiedere molto tempo per un camion, le rampe di fuga sono abbastanza lunghe, assicurando che i conducenti abbiano il tempo di portare in sicurezza il loro veicoli fino a fermarsi.



Kettleman City, United States




Idaho - US 95 to Lewistone






Virginia - USA







I DOSSI STRADALI - DISSUASORI DI VELOCITA'











Le bande rumorose sono installate su molte strade italiane in punti di particolare pericolosità, allo scopo di segnalare agli automobilisti la presenza di una curva pericolosa o un casello autostradale. Al passaggio del veicolo generano, a contatto con gli pneumatici, un rumore chiaramente udibile a bordo; il conducente è così portato a moderare la velocità.
Le bande sonore rappresentano quindi un altro elemento costitutivo delle nostre strade, al fine di migliorare la sicurezza della circolazione.






IL MORSO DEL CAVALLO



Monumento equestre del duca Alessandro Farnese nel monumento equestre di Piazza Cavalli - Piacenza






IL PARACADUTE DI LEONARDO








UN INCIDENTE A PARIGI



Paura alla Tour Eiffel, dove il 20 marzo 2011 uno degli ascensori del celebre monumento parigino ha fatto una caduta di 15 metri durante un controllo tecnico, a causa di un guasto al freno d'emergenza. Il sistema d'arresto automatico d'emergenza per bloccare la cabina del pilone nord della torre non ha funzionato.








IL FRENO DELLA BICICLETTA NEI MONUMENTI





Monumento alla bicicletta - Chiaravalle - Particolare dell'impianto frenante



LA MOTOCICLETTA - PARTICOLARE DEL FRENO A
DISCO




giovedì 10 maggio 2012

Nei tempi


Il freno è un dispositivo usato per rallentare o bloccare il movimento di un corpo. Fin dai tempi più antichi, parallelamente all'evoluzione dei mezzi di trasporto, nacque la necessità di trovare tecnologie tali da consentire un efficiente arresto del corpo in movimento, in modo da garantire una maggior sicurezza sulle vie viabili del tempo.
Ovviamente, con la progressiva e continua ricerca della potenza e della velocità, gli impianti frenanti in dotazione ai mezzi di trasporto, di qualunque genere questi fossero, si sono dovuti adeguare e modernizzare. Le prime soluzioni furono esplicitamente di natura meccanica, a cui seguirono poi freni aerodinamici e idraulici. Ai giorni nostri la ricerca non e' ancora terminata; un valido campo di sperimintazione sembra essere il mondo delle corse e delle competizioni, motoristiche e non (per esempio il Kers e' un valido esempio di come si possa rivalutare concettualmente un'azione tradizionale come quella del frenare). E' dunque utile ricordare brevemente quali furono le soluzioni tecniche adottate nel corso del tempo, e perchè molte di queste oggi non sembrano più utilizzabili, almeno per i più moderni mezzi di locomozione.

CLASSIFICAZIONE

FRENI


- FRENI AERODINAMICI (Anno 1000 circa in Cina, 1500 circa Leonardo da Vinci)



- IL MORSO DEL CAVALLO


- IL FRENO DI LEONARDO DA VINCI (1400 circa)


-
 I PRIMI FRENI A CEPPI SU CARRI E CARROZZE



-
IL FRENO A PISTONE DELLE BICICLETTE DEL 1800



-
IL FRENO A CONTROPEDALE (1861 circa)



I FRENI A NASTRO (1821)


- FRENI MAGNETICI (1880 circa)



-
IL FRENO A TAMBURO (1902)



-
IL FRENO A DISCO (1902)



- FRENI RADIALI (1902)



- FRENI IDRAULICI (confrontare invenzione freno a disco)



- IMPIANTO IDRAULICO SULLE AUTOMOBILI (a partire dal 1902, impianti rudumentali)



-
SERVOFRENO A DEPRESSIONE (prima metà '900, anni 30)


- SISTEMA ANTIBLOCCAGGIO ABS (1970 circa)


- FRENI RIGENERATIVI


- FRENI CARBOCERAMICI





giovedì 3 maggio 2012

Nella letteratura







[...] Otto…nove e dieci. Un colpo di clacson al tornante qua sopra. Calcio d'inizio. Mi precipito nel fosso a lato della strada sperando che sia asciutto. Alzo la testa quel tanto che basta per spiare la scena dietro ciuffi di tarassaco.
Forerà. Sarà costretto a fermarsi. Distratto dal cambio di ruota, non si accorgerà di un supereroe dal passo felpato, pronto ad avvicinarsi e dare un'occhiata al carico del furgone. Guarda caso, il povero Charles Bronson. Ingabbiato, pronto per la consegna. Settecento euri sull'unghia. Quanti per te? Quanti per quelli del canile?
Arriva. Viene giú come un pazzo. Novanta, cento all'ora. Anche se nota qualcosa, non avrà
tempo di frenare. Eccolo. Ruote anteriori sulla linea d'attacco e…
…Goal! Il mezzo perde il controllo, slitta via. Boom!, un'altra ruota, scarta di lato, viene da
questa parte, abbasso la testa, il parafango rischia di farmi lo scalpo, giú, checcazzo, le ruote davantisi piantano nel fosso a un palmo dalle spalle, terremoto di fango ed erba, rumore di lamiera accartocciata, poi lo schianto, il botto, il silenzio. [... ]



Grazia Deledda - Annalena Bilsini


[...]«Non è vero. Si arriva tardi, quando si va piano. E poiché non siamo arrivati noi, lasciamo arrivare loro, almeno.»
Eppure anche lei frenò di nuovo la cavalla. Il sole era tramontato, e con esso sparvero i nuvoli di moscerini e di zanzare che molestavano i viandanti: adesso tutto era quieto; il cielo cremisi, fra i pioppi di là del fiume, faceva pensare ad un camino acceso in un bel crepuscolo invernale, mentre i prati verdissimi ed i giovani boschetti sospesi sullo specchio roseo dell'acqua corrente davano l'impressione della primavera.
Poi d'un tratto il carro scese dall'argine per la strada in pendio che pareva affondarsi in una valle, e l'aria divenuta grigia, l'odore della saggina tagliata, il fumo di qualche comignolo, ricordarono di nuovo alla donna la casa, la terra ed il lavoro che l'aspettavano. [...]



Ditirambo IV - Alcyone - Gabriele D'Annunzio


[...] Di queste l'alto cor mio si conpiacque
imaginate parole, ché stirpe
di Nike avrebbe ei voluto infierire.
E vidi poi sotto fulgere in Paro
iscalpellata il candor del Marpesso.
E vidi poi dall'erratica Delo
salir vapore di caste ecatombi.
Poi non vidi altro più, se non il Sole.
Poi non volli altro più, se non da presso
mirarlo eretto sul suo carro igníto,
giugnerlo, farmi ardito
di prendere pei freni il suo cavallo
sinistro, Etonte dalle rosse nari.
Il pètaso e i talari
d'Erme Cillenio avea conquisi il mio
sogno meridiano, il mio delirio.
Congiunto era con Sirio
altissimo nel medio orbe, nell'arce
somma dei cieli Elio d'Eurifaessa.
E l'altezza inaccessa
e l'ardore terribile agognai
ed offerirgli l'ali che sul monte
crètico escluse avea dall'olocausto. [...]




Il gioco degli immortali - Massimo Mongai



[...] In uno ero a casa mia e mi ero appena alzato; mi ero fatto il mio solito caffè, me lo stavo bevendo in cucina, come tutte le mattine, come sempre; in un altro, subito dopo sono in moto, sul lungotevere, quando un imbecille assassino mi taglia la strada proprio davanti a ponte Garibaldi, partendo da fermo alla mia sinistra e diretto verso il ponte.
Mi taglia la strada ed io freno, ma pur rallentando tantissimo la mia moto, una vecchissima ma ben tenuta Honda a quattro cilindri, 500cc Four K, pesante com'è frena sì, ma non tanto da non toccare la macchina, che mi ha tagliato la strada, nella parte posteriore sinistra.
Ed io cado di lato, quasi da fermo, senza poter fare niente. E ricordo che il casco, che avevo infilato ma non allacciato, vola via.
Sono sempre stato un motociclista prudente io; non ho mai corso, non ho mai rischiato, non impennavo la moto e non facevo gare con gli amici. In vita mia ho avuto una moto fra le gambe fin da giovane, ma sempre le ho portate con prudenza. Sono un moto turista, io, non un "centauro folle". E non mi è successo mai niente di pericoloso, nei miei due o tre mini-incidenti di moto. [...]



Il giornalino di Gian Burrasca - Luigi Bertelli



Giunto dunque alla stazione, presi il biglietto d'ingresso ed entrai. Il treno arrivò poco dopo, ed io, per evitare il caso di esser visto da qualche persona di conoscenza, mi diressi verso gli ultimi vagoni per attraversare la linea e andare dalla parte opposta alla stazione.
Ma invece mi fermai dinanzi all'ultimo vagone che era un carro per bestiame, vuoto, e che aveva la garetta dove sta il frenatore, vuota anch'essa.
- Se montassi lassù? Fu un lampo. Assicuratomi con un'occhiata che nessuno badava a me, saltai sulla scaletta di ferro, mi arrampicai su, e mi misi seduto nella
garetta, col ferro del freno tra le gambe, e le braccia appoggiate sul manubrio del freno.
Di lì a poco il treno partì e io sentii arrivarmi fin dentro il cervello il fischio della macchina la cui groppa nera io vedevo, di lassù, distendersi alla testa di tutti i vagoni che si trascinava dietro, tanto più che il vetro del finestrino della garetta da quella parte era stato rotto, e non ve n'era rimastoche un pezzetto in un angolo, a punta.